Norme anti Covid e ripresa economica, gli esercizi pubblici possono richiedere l'occupazione differenziata di superficie di suolo pubblico

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La Giunta Morini, a causa del prosieguo dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha deliberato alcuni interventi inerenti il Canone unico patrimoniale, al fine di perseguire il duplice scopo: quello di ridurre il rischio di contagio e supportare, in questo difficile periodo, tutte le attività economiche del territorio, autorizzando, laddove logisticamente possibile e tecnicamente fattibile, le occupazioni di superfici di suolo pubblico in maniera differenziata rispetto al tipo di attività. La Giunta ha dato indirizzo favorevole, dunque, all’occupazione differenziata di superficie di suolo pubblico a servizio di esercizi pubblici qualora l’incremento sia motivato dalla necessità di rispettare la distanza minima di sicurezza tra i clienti per evitare il rischio di contagio epidemiologico, su richiesta di parte e previa istruttoria per la verifica della fattibilità tecnica. Ecco i dettagli: superficie massima di suolo pubblico da occupare con tavoli, sedie, ombrelloni, per i ristoranti pari a massimo 40 metri quadrati in aggiunta alla situazione di fatto derivante dallo stato dei luoghi alla data del 31 dicembre 2019; superficie massima di suolo pubblico da occupare con tavoli, sedie, ombrelloni, per i bar pari a massimo 15 metri quadrati, in aggiunta alla situazione di fatto derivante dallo stato dei luoghi alla data del 31 dicembre 2019; superficie massima di suolo pubblico da occupare con tavoli, sedie, ombrelloni, per le attività artigianali (pizzerie al taglio, gelaterie, pasticcerie), pari a massimo 10 metri quadrati, in aggiunta alla situazione di fatto derivante dallo stato dei luoghi alla data del 31 dicembre 2019. Per queste occupazioni, che dovranno rispettare i criteri fissati dal Codice della strada, dovrà essere presentata apposita richiesta corredata da planimetria del luogo e qualora vada a incidere su diritti di terzi, (accessi privati ed altro), dovrà essere prodotta una dichiarazione del proprietario che acconsenta l’occupazione. Dal 1 maggio fino al 30 giugno 2021 non dovrà essere corrisposta la relativa tassa, in virtù del Decreto legge definito “Decreto sostegno” e dopo tale termine e fino al 31 ottobre 2021, qualora non dovessero essere intraprese da parte dello Stato azioni e sostegni in tal senso, il Comune adotterà ogni azione utile consentita dalla normativa vigente. Questo provvedimento è immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 134 c. 4 del D. Lgs. n. 267/2000 al fine di consentire quanto prima alle attività commerciali ed artigianali interessate, di poter usufruire delle agevolazioni concesse. “Il perdurare della pandemia derivante dal Covid-19 – spiega l’assessore comunale al Bilancio, Roberto Bulgarini - ha notevolmente danneggiato le attività di somministrazione di alimenti e bevande che per un lungo periodo hanno dovuto sospendere la loro attività e nella fase di prossime aperture, dovranno in ogni caso rispettare quelle regole di distanziamento di persone, con conseguente distanziamento dei tavoli e sedie per la clientela. L’amministrazione ha deciso così di attuare tutte le misure possibili finalizzate a ridurre al minimo il rischio di contagio epidemiologico con la riconferma di quanto già disciplinato lo scorso anno con propria deliberazione n. 66 del 21.5.2020, affinché sia garantito il rispetto della distanza interpersonale tra i clienti, dover consentire dove possibile l’attività di questi esercizi pubblici, anche in maniera differenziata tra bar e ristoranti e attività artigianali (gelaterie, pizzerie a taglio, rosticcerie), in aree e spazi pubblici mediante il posizionamento di tavoli e sedie nel rispetto di tutte le norme di sicurezza per la circolazione dei veicoli e dei pedoni, previste dal codice della strada. Questa amministrazione ha lavorato per andare incontro alle aziende: oltre alle riduzioni in materia di Imu, già deliberate lo scorso anno e riconfermate per il 2021 (che riguardano 0,5 punti sull’aliquota ordinaria, 3,6 punti sugli immobili locati per attività commerciali, artigianali e turistiche, il 50per cento sui fabbricati rurali ad uso strumentale e sui fabbricati di proprietà delle imprese costruttrici destinati alla vendita), siamo riusciti, analizzando scrupolosamente tutte le poste di bilancio, ad intervenire sull'addizionale comunale all'Irpef. Nello specifico abbiamo innalzato la soglia di esenzione da 10mila euro a 15mila euro, ed in più abbiamo ridotto l'aliquota di un punto, passando così dallo 0,7 allo 0,6. Con questa operazione intendiamo andare incontro a coloro che percepiscono redditi più bassi. Insomma, al centro del nostro operato è la ripesa economica per il futuro del nostro territorio”.