A fronte dell’emergenza COVID-19, il Comune di Manciano ha aperto un conto corrente ove poter effettuare le donazioni. 

 

Di seguito il codice Iban:

IT94 E030 6972 2821 0000 0300 004

 

 

CALENDARIO PROVE BANDO DI CONCORSO CAT. D

Si rende noto il calendario delle prove:

PROVA SCRITTA01 Marzo 2022 ore 9.30 presso Palazzetto dello Sport di Manciano

PROVA ORALE: 17 Marzo 2022 ore 09.30 presso Sala del Consiglio del Comune di Manciano

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S. Martino sul Fiora

Denominato anticamente San Martino al  Poggio Pelato, sorse come fattoria nel Cinquecento. Con i Lorena tornò ad essere frazione di Sovana sino al 1783, allorché fu aggregato al Comune di Sorano. Nel 1929 entrò a far parte del Comune di Manciano assumendo la denominazione attuale.
Del suo passato non mancano alcune vestigia, tra cui, degne di nota, sono una necropoli con tumuli risalenti al periodo etrusco romano ed i ruderi di un convento francescano. S. Martino s.F. sorge a 450 metri di altitudine e gode di un panorama di grandi orizzonti, ritenuto da molti tra i più belli e suggestivi della Maremma. Con un solo sguardo è possibile spaziare dal boscoso Amiata ai lidi di Civitavecchia e Montalto di Castro ; e, volgendo lo sguardo a ovest, si possono vedere Porto S. Stefano e l’Isola del Giglio. Anche la vicinanza alle Terme di Saturnia non fa che aumentare l’interesse turistico nei confronti del paese.

 

 

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Poggio Murella

Il paese è composto da nove borgate, di cui le più caratteristiche e più vecchie sono "il Poggetto" e "la Torre". Dall’alto degli oltre 400 metri sul livello del mare, l’occhio umano può spaziare dal Monte Labbro alla Croce dell’Amiata ; dalla catena appenninica al faro di Civitavecchia, alle isole dell’Arcipelago Toscano, fino alla Corsica.
Il paese non presenta opere d’arte di rilievo ma è rinomato per la tranquillità, la pace e il silenzio che vi si possono trovare e per l’ospitalità spontanea e sincera dei suoi abitanti. Da vedere il Museo della Banda Musicale, dove sono raccolti i cimeli della Banda, in un locale un tempo adibito a lavatoio. A ridosso di moderne costruzioni si trova un singolare monumento di età romana: una torre cilindrica in opus reticulatum.

E’ interessante visitare un grandioso Castellum Aquarum, unico in Italia, gigantesca cisterna a forma rettangolare con l’interno suddiviso in dieci navate con volte a botte e, esternamente, rivestito in opus reticulatum a tasselli bicromi.

Capanne

È un modesto borgo rurale che un tempo si chiamava Capanne di Saturni, e ciò fa supporre che si trattasse di un borgo di pastori, poco distante dalla vetusta città, cresciuto attorno ad alcuni edifici.
Ricordato per la prima volta intorno al 1480. Verso il 1570 viene eretta la Chiesa della Visitazione di Maria; al suo interno alcuni dipinti e una scultura lignea del Crocefisso legata ad antiche leggende e tradizioni. Ai lati della Chiesa Parrocchiale, che ha perduto, sotto il peso di numerosi restauri, le sue linee primitive, si osservano due severi edifici che risalgono agli inizi de XVI sec. Si vuole che l’edificio alla sinistra fosse la prigione in cui venivano custoditi i saturnini colpiti dalla giustizia. L’altro edificio, collocato ad "L" rispetto alla Chiesa, conserva sulla facciata un piccola lapide triangolare, recante la data di costruzione : 1500

Saturnia

Saturnia sorge in una zona abitata almeno dal XII secolo a.C., ovvero dall'epoca tardo Villanoviana. Sono infatti attribuibili a questo periodo la cinta muraria e la necropoli del PUNTONE.  Situata lungo la via Clodia, Saturnia fu anche un centro romano di cui ai giorni d'oggi rimangono alcuni tratti di mura, le basi di qualche edificio e i resti delle fondazioni di un complesso termale conosciuto come "bagno secco". 

Nel 1216 risulta appannaggio degli Aldobrandeschi; i senesi la conquistano definitivamente nel 1410. Al crollo della Repubblica di Siena si sottomise, nel 1559 a Cosimo I dei Medici, nel 1787 viene assegnata alla Comunità di Manciano. La cinta muraria eretta dai senesi (1454-1464) è ancora riconoscibile anche se frammentaria, in essa sono presenti inglobati dei tratti in opera poligonale riferibili al periodo romano. La Porta Romana, sotto cui transita una via basolata (forse l'antica Via Clodia), mostra i rifacimenti sia di epoca medievale che rinascimentale. Al di sopra di Porta Romana, sul punto più elevato di Saturnia si trova la Rocca (Villa Ciacci): sui ruderi del "castellum aquarum" si ergeva il cassero medievale, poi rifatto dai senesi verso il 1419; la rocca risulta addossata alle mura ed è costituita da un recinto rettangolare chiuso da un'alta cortina di pietra con due torrioni cilindrici, all'interno del circuito murario, è stata eretta nel 1929 la Villa Ciacci. La Chiesa di S. Maria Maddalena, rifacimento del 1933 di un'antica chiesa romanica, conserva al suo interno alcune opere d'arte. Presso Via Mazzini si trova il Bagno secco, grande recinto quadrato, probabilmente una conserva di acqua pertinente ad un bagno termale romano. Intorno all'abitato e nella piana prossima al fiume Albegna, si estendono vaste necropoli, individuate in località Sede di Carlo, Pancotta, Pratogrande, Campo delle Caldane, Pian di Palma, e Puntone. Da visitare il Museo Archeologico che accoglie la Collezione Ciacci.

Nella valle sottostante in direzione di Montemerano si trovano le Terme di Saturnia con l'acqua sulfurea che sgorga a 37°C

Montemerano

Borgo medievale fra i più caratteristici e meglio conservati della Maremma. Il paese occupa la sommità di una collina ricoperta da maestose piante secolari di olivo, un ambiente naturale tipico della fascia collinare. Il Centro Storico, uno dei più interessanti della Maremma, comprende una parte alta e più antica, il Castello, tipico esempio di abitato altomedioevale, ed una più bassa e più recente (XIII sec.) sviluppatasi ai lati di due vie che girano tutt’intorno al Castello, congiungendosi ad ovale in due punti contrapposti, dove si aprono le due Porte cittandine.

Citato per la prima volta in una pergamena dell'896, dominio degli Aldobrandeschi, dopo il 1274 divenne possesso dei signori di Baschi; nel 1382 fu ceduto alla Repubblica di Siena. Nel 1559 la Comunità di Montemerano passa ai Medici, e nel 1783, con i Lorena, viene aggregato a Manciano. In Piazza del castello si accede per una doppia porta ad arco; la torre quadrata che sovrasta l'abitato è stata costruita nel 1407. L'impianto originale della cittadella, organizzato in piazzette e stretti vicoli, è ben conservato. Nella Piazzetta del Teatro, adiacente al campanile, si trovava l'antica Pieve di S. Lorenzo, ricordata sin dal 1188 e sconsacrata nel 1780. Addossata alla cinta muraria si trova la Chiesa di San Giorgio (sec.XIV-XV), di carattere romanico-gotico, costruita intorno al 1380 dai Conti Baschi e consacrata nel 1430, rappresenta il nucleo artistico più importante del Comune di Manciano. L'interno è particolarmente ricco di opere d'arte del Rinascimento senese: i cicli di affreschi di S. Giorgio e S. Orsola, la pala d'altare l'Assunta del Vecchietta, il polittico di Sano di Pietro raffigurante La Madonna col Bambino in trono tra Santi, la tavola conosciuta come la Madonna della Gattaiola, una statua lignea del Vecchietta raffigurante San Pietro, un tabernacolo in legno intagliato del XVII sec..

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