Bilancio di previsione, “Ai comuni italiani mancano 625 milioni. Il Governo ci deve ascoltare”

E’ tempo di bilanci per l’amministrazione comunale di Manciano che tiene a fare il punto ai cittadini sui tagli del Governo e sull’impegno del Comune a portare comunque avanti il proprio lavoro. Il sindaco di Manciano Marco Galli non ci sta. Prende carta e penna e scrive al Presidente del consiglio Matteo Renzi per chiedere risposte concrete e manifestare la grande preoccupazione per alcune rilevanti criticità che investono la vita di tutti i Comuni italiani. “Chiediamo al Presidente del consiglio Matteo Renzi – spiega il sindaco Galli in linea con i sindaci italiani - urgente necessità di dare soluzione a questioni che, avrebbero dovuto trovare accoglimento nella Legge di stabilità e invece sono state stralciate rimanendo a tutt’oggi irrisolte. Un Comune come il nostro, al di sotto di 10mila abitanti, si ritrova a fare da cassa al Governo, si ritrova a dover fare i salti mortali per chiudere i bilanci senza apportare alcuna nuova tassa ai cittadini, si ritrova a dover fare i conti con i tagli apportati dal Governo che da anni ha lasciato senza ossigeno i piccoli comuni. Ribadisco che dal Governo per i comuni italiani – continua Galli – mancano all’appello 625 milioni di euro, una somma ingente senza la quale le realtà come le nostre sono paralizzate. L’assenza di queste risorse - conclude Galli - rappresenta per quei Comuni, già gravati pro quota del taglio di 1 miliardo e mezzo, un raddoppio del taglio  e l’oggettiva impossibilità di chiudere i bilanci”. “I tagli operati dalla legge di stabilità sugli enti locali – spiega l’assessore al Bilancio, Giulio Detti - sono stati molto ingenti e hanno reso difficile la chiusura dei bilanci di previsione. Nel corso degli anni l’impegno dei Comuni, al risanamento dei conti pubblici è stato molto oneroso, devolvendo allo Stato, dal 2010 al 2014, oltre 17 miliardi di euro cui va aggiunto nel 2015 un ulteriore sforzo di 1 miliardo e mezzo da spending review e 1 miliardo e 800mila euro da Patto di stabilità. Il tutto reso complicato dall’introduzione del nuovo sistema di contabilità. Per il Comune di Manciano, dal 2010 a oggi, sono circa 2 milioni di euro in meno l’anno. Una manovra pesantissima, che di fatto ha costretto ad azioni tributarie nell’ultimo triennio. Così come a livello comunale, anche a livello nazionale, si è raggiunto un federalismo fiscale totale, con i comuni che contribuiscono con oltre 600 milioni all’anno alla chiusura del bilancio statale. In attesa della tanto promessa Local tax, non è passato inosservato l’ulteriore taglio di 625 milioni, senza il finanziamento del fondo compensativo Imu/Tasi. Questo taglio – sostiene l’assessore - riguarda ben 1800 comuni, di cui oltre 600 non superano i 10mila abitanti, fra cui il nostro. Così, come già fatto con l’Imu agricola, stiamo portando avanti questa battaglia assieme all’Anci. Fare l’assessore al bilancio continua Detti - richiede molta attenzione ed un’analisi strategica del quadro normativo, lottando, nelle opportune sedi, anche su questioni di rilevanza nazionale. Mi auguro che così come avvenuto per l’Imu agricola, la cui applicazione avrebbe mandato in dissesto il nostro ente, anche su questo tema ci sia disponibilità all’ascolto da parte del Governo. La situazione economica, nelle ultime settimane è migliorata, lo spread e il costo degli interessi è calato e di conseguenza mi auguro che vengano ascoltate le richieste dei comuni. Pur con mille sacrifici, a causa dei tagli, - conclude Detti - stiamo riuscendo nell’impresa di chiudere un bilancio senza aumenti di tasse, e questa sarebbe un’importante boccata di ossigeno”.