Caro gasolio, Pac, anagrafe ovina, le energie alternative all’attenzione del Tavolo Verde

ImageComunicato stampa del 6 giugno 2008

Caro gasolio, Pac, anagrafe ovina, le energie alternative all’attenzione del Tavolo Verde 

Alla riunione, convocata dall’assessore all’Agricoltura, Roberto Bulgarini hanno partecipato associazioni, cooperative e il caseificio sociale

Si è riunito nei giorni scorsi il Tavolo verde, convocato dall’assessore all’Agricoltura, Roberto Bulgarini. Presenti la Cia, le due cooperative agricole - “Marsiliana-San Bruzio” e  “Manciano” -  e il caseificio sociale.
All’ordine del giorno i temi della Pac, in particolare la norma della “condizionalità”, il costo del gasolio per uso agricolo, le fonti di energia rinnovabile, tra cui il minieolico, l’introduzione del microchip per l’anagrafe ovina, che tante polemiche ha suscitato e sta suscitando tra gli allevatori.
Per quanto riguarda le energie rinnovabili, il Tavolo ha convenuto di chiedere al Comune di attivarsi affinché vengano rivisti alcuni vincoli posti dalla normativa regionale, rispetto agli  impianti per lo sfruttamento dell’energia eolica, pur essendo il minieolico consentito nelle previsioni del Piano strutturale.
La  “condizionalità” della Pac è stato un altro dei temi affrontati, in quanto obbliga gli agricoltori che usufruiscono di contributi comunitari, ad eseguire in proprio alcune opere di manutenzione – come la regimazione delle acque, la conformità delle cisterne per il deposito di carburanti, ecc. Norme che, oltre ad essere onerose, spiega l’assessore Bulgarini, “non è detto che siano di competenza di una singola azienda, ma di più di una, con problemi pratici di gestione. Se le manutenzioni non sono corrette, il contributo concesso con la Pac viene fortemente ridimensionato, se non del tutto revocato”.
Altra nota dolente il costo del carburante per uso agricolo, che ha sfondato quota 1 euro,  per il quale il Tavolo verde ha concordato di esercitare la propria azione di massa critica, chiedendo alle istituzioni di intervenire per individuare un sistema di contenimento dei prezzi.
Parte della discussione ha riguardato il microchip per l’anagrafe ovina, al momento ancora facoltativo. Mentre il caseificio e le Associazioni presenti hanno concordato che questo rappresenterebbe il male minore, tra quelli affrontati dal Tavolo verde, per le aziende ovine, si è distinta la posizione dell’assessore Roberto Bulgarini.
“L’eventuale introduzione obbligatoria del microchip sugli ovini – spiega - porterebbe ad un eccessivo aggravio di costi per gli allevatori, tale da incidere sulla sopravvivenza stessa degli allevamenti del territorio. Peraltro – aggiunge - già provati da altri problemi, come norme e normuncole che costringono gli allevatori a spese aggiuntive a volte superiori ai ricavi. A mio avviso – ha detto Bulgarini – sarebbe opportuno aprire un confronto anche con il Ministero per le Politiche Agricole, la Regione, le Amministrazioni locali affinché il microchip non venga reso obbligatorio, oppure solo per una certa tipologia di allevamento, quello al chiuso e con un numero di capi superiori a 500. Il territorio di Manciano – conclude - è caratterizzato da allevamenti di piccole dimensioni che oscillano tra i 50 e i 400 capi. L’introduzione del microchip significherebbe la loro chiusura per eccessivi costi di gestione, con una ricaduta negativa sul territorio in termini economici, sociali e occupazionali”.