Scuola di Italiano per stranieri - curiosità

ImageA scuola di italiano con gli stranieri anche una signora mancianese di 73 anni.
Non ha potuto imparare a leggere e scrivere da giovane. Intende farlo ora.

Della serie “non è mai troppo tardi” per imparare a leggere e a scrivere. E in questo caso è anche l’occasione giusta per dimostrare che, a Manciano, l’integrazione si fa con i fatti e non con le parole. E allora se suona davvero strano che proprio in questo comune “multietnico” sia stato messo in circolazione un volantino xenofobo, suona meno strano che ai corsi di alfabetizzazione per stranieri partecipi anche una signora mancianese doc, che nella sua vita non ha mai avuto l’opportunità di imparare a leggere e a scrivere.
Così, Rosa, 73 anni, vedova, dopo una vita di lavoro, cresciuto e “sistemato” il figlio, ha deciso di fare ora quello che non ha potuto fare prima e si è iscritta al corso organizzato per il terzo anno consecutivo dalla Consulta comunale per il sociale. Alle lezioni, frequentate da un nutrito gruppo di allievi provenienti da varie parti del mondo - Brasile, Repubblica Ceca, Tunisia, Slovacchia, Romania, Ungheria – tutti i mercoledì si presenta anche lei. E non solo, si è perfettamente integrata con gli altri, che ne hanno fatto la mascotte della scuola.  Tra l’altro in un età in cui è indubbiamente meno facile imparare e mettersi in discussione. Il suo è un caso “esemplare” , come sostengono gli insegnanti del corso, con un valore che va oltre il semplice desiderio di imparare.
Così, l’esperimento partito con successo all’inizio del 2006 - grazie alla disponibilità del Comune che ha messo a disposizione gli spazi e la buna volontà di un gruppo di insegnanti - e che ha dato, gratuitamente, l’opportunità a numerosi immigrati di imparare la lingua e la cultura italiana, ora si apre anche a nuove possibilità.
“Del resto a Manciano vive una comunità di immigrati piuttosto numerosa e, soprattutto, desiderosa di entrare a far parte a pieno titolo della ‘gente’ del paese, anche migliorando le proprie conoscenze linguistiche e culturali – spiega il presidente della Consulta, Beniamino Capobianco -. Avere tra di loro anche una mancianese ci fa pensare che davvero l’integrazione da noi si è realizzata e ciò che poteva essere ritenuto estraneo alla vita sociale del paese, come un corso di alfabetizzazione, ora, grazie a Rosa, è diventato patrimonio di tutti. Resta da dire che non avremmo mai potuto fare un corso gratuito – conclude Capobianco -  se il Comune non ci avesse aiutato e soprattutto se Neva Baldanzi e Vittorio Piccini, non avessero dato la propria disponibilità ad insegnare gratuitamente. A loro il mio sentito ringraziamento”.