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COSAP - Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche

CHI DEVE PAGARE

Il canone è dovuto per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche.

Sono considerati spazi ed aree pubbliche:

      le strade, le vie, le piazze e simili appartenenti al demanio e patrimonio indisponibile del Comune;

      i tratti di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio costituita nei termini di legge;

      gli spazi soprastanti e sottostanti il suolo pubblico di cui ai precedenti commi;

Quindi, chiunque intenda occupare un'area od uno spazio pubblico, è tenuto a richiedere l'autorizzazione ed al pagamento, se dovuto, del relativo canone.

TIPOLOGIA DELLE OCCUPAZIONI

Le occupazioni si distinguono in permanenti e temporanee, a secondo se la durata delle stesse sono superiori o inferiori all'anno.

Le occupazioni permanenti oltre alla durata, hanno un carattere stabile, effettuate a seguito del rilascio di un atto di concessione, e possono comportare o meno l'esistenza di manufatti o impianti.

REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DEL CANONE DI OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO

 

 

 

Calcolare l'ICI

 

COME CALCOLARE L'IMPOSTA - ALIQUOTE E DETRAZIONI PER L'ANNO CORRENTE

 

Per calcolare quanto si deve pagare è necessario conoscere i seguenti dati:

BASE IMPONIBILE

Si parte determinando la base per il successivo calcolo dell'imposta (è la cosiddetta "base imponibile"). Questa base è rappresentata dalla rendita catastale, che è il valore dell'immobile che risulta iscritto negli atti presso l'Agenzia del Territorio. E' un valore che viene sempre indicato nell'atto di compravendita, ma attenzione perché può cambiare nel tempo (ad esempio a seguito di interventi edilizi sull'immobile). Per il calcolo dell'I.C.I. si deve sempre usare il valore aggiornato della rendita catastale e quindi, se è avvenuta la notifica di un provvedimento di variazione dalla competente Agenzia del Territorio oppure se è stata presentata una pratica di variazione, si deve necessariamente tenerne conto.

Una volta stabilita la corretta rendita catastale, la base imponibile si ottiene rivalutando la rendita del 5% (rivalutazione disposta, a partire dal 1 gennaio 1997, dall'art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662) e poi moltiplicando per un coefficiente previsto dalla legge, che è diverso per tipologia di immobile, secondo la seguente tabella:

TIPO DI IMMOBILE

(CATEGORIA CATASTALE)

COEFFICIENTE DI

MOLTIPLICAZIONE

Categorie: A e C (escluso A/10 e C/1)

100

Categoria B

140

Categorie: A/10 e D (esclusi i fabbricati cat. D privi di rendita definitiva posseduti da società o da imprese)

50

Categoria C/1

34

Riassumendo in una formula, la base imponibile si ottiene come segue:

Base imponibile = R.C. + 5% x Coefficiente di moltiplicazione

Per alcuni particolari tipi di immobile la base imponibile è diversa:

 

  • per i fabbricati privi di rendita catastale o con rendita non definitiva, si deve utilizzare (esclusi i fabbricati di categ. D posseduti da società o da imprese) la rendita presunta, cioè quella di immobili similari situati nella stessa zona, ed applicare a questa ipotetica rendita la rivalutazione e i moltiplicatori sopra riportati;

 

  • per le aree fabbricabili la base imponibile è il valore venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno, determinato con riguardo anche ai prezzi medi rilevati sul mercato per la vendita di aree aventi analoghe caratteristiche;

 

  • per gli immobili dichiarati di interesse storico o artistico la base imponibile è costituita dal valore che risulta applicando i moltiplicatori sopra riportati alla rendita catastale determinata mediante l'applicazione della tariffa d'estimo più bassa fra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria in cui si trova l'immobile.

 

ALIQUOTA

Stabilita la base imponibile, il calcolo dell'I.C.I. consiste nell'applicazione dell'aliquota dovuta. Le aliquote I.C.I. possono variare a seconda del tipo e dell'utilizzo dell'immobile per il quale si calcola l'imposta dovuta e vengono determinate dal Comune anno per anno. Le aliquote (e le detrazioni) quindi, possono essere più d'una (per casi diversi) e in più cambiare ogni anno. Per pagare l'imposta, si ricorda che è necessario procurarsi le informazioni aggiornate sulle aliquote e sulle detrazioni anno per anno.

Il calcolo dell'I.C.I. annua si effettua secondo questa formula:

ICI annua = Base imponibile x aliquota : 1000

 

Applicando questa formula si determina l'I.C.I. dovuta per tutto l'anno. Se si deve pagare solo per una parte dell'anno (perché, per esempio, é avvenuta una compravendita nel corso dell'anno) si deve ricordare di proporzionare l'imposta dovuta ai mesi di possesso. Si considera dovuto per intero il mese nel quale si è avuto un periodo di possesso dell'immobile di almeno 15 giorni consecutivi.

 

ABITAZIONE PRINCIPALE

A decorrere dall'anno 2008, a seguito della pubblicazione del D.L. 27 maggio 2008, n. 93, convertito con L. 24/07/2008 n. 126, sono escluse dall'imposta comunale sugli immobili, le unità immobiliari adibite ad abitazione principale dei soggetti passivi, ad eccezione di quelle di categoria A/1, A/8 ed A/9 per le quali continua ad applicarsi l'aliquota ridotta e la detrazione per abitazione principale, prevista dal D.Lgs n. 504/92 e le ulteriori detrazioni previste dal regolamento comunale.  

 - Detrazione in vigore e determinata dal Comune:  € 154.94

 

 

Nel caso specifico degli immobili classificati in categoria A/1, A/8 ed A/9 che sono anche abitazioni principali, la formula per il calcolo dell'I.C.I. per tutto l'anno è la seguente:

ICI annua per abitaz. princ. =
Base imponibile x aliquota ridotta : 1000 - detrazione

Si deve ricordare che la detrazione è per l'immobile e non per ciascun proprietario: quindi se ci sono comproprietari che convivono anagraficamente, la detrazione deve essere suddivisa fra loro in parti uguali (e non secondo le quote di proprietà).

 

N. b. Sia le agevolazioni che le esenzioni previste per gli immobili adibiti ad abitazione principale sono applicabili solo per i mesi compiuti in cui si possiedono i requisiti per averne diritto.

 

LE PERTINENZE DELL'ABITAZIONE PRINCIPALE

Agli effetti dell'applicazione delle agevolazioni in materia di Imposta Comunale sugli Immobili, si considerano parti integranti  dell'abitazione principale le sue pertinenze, anche se distintamente iscritte a catasto. L'assimilazione opera a condizione che il proprietario o titolare di diritto reale  di godimento, anche se in quota parte, dell'abitazione nella quale abitualmente dimora sia proprietario o titolare  di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, della pertinenza e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita dalla predetta abitazione.

1.      Ai fini di cui al comma 1 , si intende per pertinenza l'immobile che, senza essere parte integrante o costitutiva di altro fabbricato, è posta al servizio di questa con vincolo di collegamento funzionale, oggettivamente apprezzabile, e che per struttura, dimensioni e valore possa riguardarsi come accessoria rispetto al bene principale.

2.      Resta fermo che l'abitazione principale e le sue pertinenze continuano ad essere unità immobiliari distinte e separate, ad ogni altro effetto stabilito dal Decreto Legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992, ivi compresa la determinazione, per ciascuna di esse, del proprio valore secondo i criteri previsti nello stesso Decreto Legislativo . Resta. Altresì, fermo che la detrazione spetta soltanto per l'abitazione principale, traducendosi, per questo aspetto, l'agevolazione di cui al comma 1 nella possibilità di detrarre dall'imposta dovuta per le pertinenze la parte dell'importo della somma delle due detrazioni spettanti che non hanno trovato capienza in sede di tassazione dell'abitazione principale. Tale agevolazione è limitata ad una sola pertinenza. In caso di più immobili pertinenziali la parte eccedente della detrazione dovrà essere applicata a quello meglio asservito funzionalmente all'abitazione principale, ed in ogni caso a quello ubicato a minore distanza.

3.      Gli immobili pertinenziali all'abitazione principale, sono soggetti alla stessa aliquota stabilita per l'abitazione principale. In caso di più pertinenze si applica la disciplina di cui al precedente comma 2, ultimo capoverso.

 

IMPORTO MINIMO PER VERSAMENTI

L'importo fino a concorrenza del quale il versamento non è dovuto è determinato in €.5,00 annuali.

 

IL CALCOLO DELL'IMPOSTA IN CASI PARTICOLARI

Immobili "storici"

Per gli immobili dichiarati di interesse storico o artistico, la legge prevede un trattamento agevolato consentendo di utilizzare nel calcolo dell'I.C.I. una base imponibile inferiore a quella che deriverebbe dalla diretta applicazione della rendita catastale iscritta negli atti. Infatti, per questa tipologia di immobili, la base imponibile è costituita dalla rendita catastale determinata mediante l'applicazione della tariffa d'estimo più bassa fra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria in cui si trova l'immobile. Tale tariffa d'estimo si moltiplica per i vani catastali, se trattasi di fabbricati censiti nella categoria A . Nel caso di fabbricati censiti in categorie diverse, i mq. o i mc. si convertono in vani. La rendita così ottenuta, aumentata del 5%, deve essere moltiplicata per 100.

 

Immobili inagibili/inabitabili

Per gli immobili inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, la legge ed il regolamento comunale prevedono una riduzione dell'imposta del 50%, limitatamente al periodo in cui sussiste tale condizione, intendendosi per tali gli immobili che risultano oggettivamente inidonei all'uso cui sono destinati per ragioni di pericolo all'integrità fisica o alla salute delle persone. A titolo meramente esemplificativo  e non esaustivo si possono ritenere tali se ricorrono le seguenti condizioni:

strutture portanti con gravi lesioni, inesistenza di pavimento e di intonaco, assenza di superfici illuminanti, mancanza di servizi (acquedotto, fognatura, energia elettrica), mancanza di allaccio alle opere di urbanizzazione.

 

L' inagibilità o l'inabitabilità è accertata dall'Ufficio Tecnico Comunale con perizia a carico del proprietario, in alternativa il contribuente ha la facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva.

 

La riduzione dell'imposta si applica dalla data di presentazione della situazione di pericolo all'Ufficio Tecnico Comunale oppure dalla data di presentazione al Comune della dichiarazione sostitutiva attestante lo stato di inagibilità o inabitabilità. L'eliminazione della causa ostativa all'uso dei locali deve essere portata a conoscenza del Comune con una comunicazione da presentare entro il termine previsto per le dichiarazioni di variazione dell'imposta comunale sugli immobili. 

 

Immobili di categoria catastale "D"

Per i fabbricati di categoria "D" interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, non iscritti in catasto, il valore imponibile è costituito dall'ammontare risultante dalle scritture contabili applicando i coefficienti di rivalutazione determinati annualmente con apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle

Aree edificabili

Sono i terreni o le aree per le quali gli strumenti urbanistici comunali (Piano Regolatore Generale e i piani attuativi) prevedono la possibilità di costruire, consentendo l'edificazione.

Per il calcolo dell'imposta si utilizza come base imponibile il valore commerciale dell'area.

Al fine di ridurre al massimo l'insorgenza di contenzioso con i contribuenti regolamento sull'applicazione dell'ICI disciplina che ogni anno nei termini di approvazione del Bilancio di Previsione devono essere determinati per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili. Qualora non si deliberi diversamente nei termini per l'approvazione del Bilancio di Previsione, i valori determinati di cui al comma precedente valgono anche per gli esercizi successivi.

 

 

 

Tributi

In merito alle notizie di stampa nazionali di questi giorni su possibili errori nel calcolo della quota variabile della TARI sulle pertinenze delle abitazioni, il Comune di Manciano precisa di non aver applicato, fin dall'istituzione della TARI nel 2014, la "quota variabile" sulle pertinenze dell'abitazione principale, indipendentemente dal numero degli occupanti."

Pertanto nelle bollette non si sono verificate duplicazioni di tassazione o addebiti ingiustificati.

La tariffe applicate nel Comune di Manciano sono regolarmente pubblicate sul sito www.comune.manciano.it nella sezione Tributi -IUC - TARI e possono essere riscontrate con le bollette già in possesso dei contribuenti.

 

Settore Bilancio Finanze 
Servizio Tributi 

L'Ufficio Tributi del Comune di Manciano  si occupa dei seguenti tributi:

  1. Imposta Unica Comunale (IUC) la quale comprende;
    1.1 Imposta Municipale Propria IMU
    1.2 Tributo sui servizi indivibili TASI
    1.3 Tributo sui rifiuti TARI
     
  2. Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche Permanenti (C.O.S.A.P.)
     
  3. Imposta di soggiorno
     
  4. Addizionale IRPEF
     

Resoponsabile -Dott.ssa  Margherita Guastini

 Piazza Magenta, 1 58014 Manciano

Tel.0564/625303

Fax 0564/620496

Orario ufficio :

Martedì  dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00

Giovedì dalle ore 10,00 alle ore 12,30

Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30

I Servizi

 COME:
I servizi del Comune di Manciano sono strutturati secondo due macro-aree cui fanno capo i relativi uffici di competenza.
 DOVE:
Gli uffici sono ubicati per lo più presso il palazzo comunale, sito in Piazza Magenta 1, ad eccezione dei seguenti:
ANAGRAFE e POLIZIA MUNICIPALE, siti in Largo D'Antona (zona Impianti Sportivi)
SERVIZIO MANUTENZIONI, sito in Località San Giovanni
QUANDO: 
Gli uffici osservano i seguenti orari di apertura al pubblico:
PROTOCOLLO ED ANAGRAFE: DAL LUNEDÌ AL VENERDI' DALLE ORE 10 ALLE ORE 12.30
IL MARTEDÌ DALLE 15 ALLE 17;
TUTTI GLI ALTRI UFFICI: MARTEDÌ DALLE 10 ALLE 12.30(*) E DALLE 15 ALLE 17
GIOVEDÌ E VENERDÌ DALLE 10 ALLE 12.30
 

 (*) N.b. l'Ufficio Tecnico il martedì effettua servizio al pubblico soltanto nel pomeriggio, dalle 15 alle 17

Dal menu qui a lato è possibile visualizzare in dettaglio la struttura organizzativa e le competenze di uffici e servizi

 

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